Supporti Audio – DAT, cassette e altri formati

Il nastro magnetico, oltre che nella classica bobina aperta, è stato anche utilizzato in svariati altri formati. Ecco un breve accenno ai più importanti:

Compact cassette

 

Le Musicasetta Philips sono state probabilmente il formato di nastro magnetico più usato in assoluto. Nate nel 1963, inizialmente sono state impiegate solo per l’ascolto “portatile” a causa della scadente qualità di riproduzione; in seguito lo sviluppo tecnologico dei nastri e dei registratori ha permesso di ottenere prestazioni decisamente elevate, con risposta in frequenza e rapporto s/n in grado di rivaleggiare con i registratori a bobina a 9.5 cm/s.
L’avvento del CD e delle tecnologie digitali ha portato alla dismissione dei registratori a cassette, che a partire dai primi anni 90 hanno conosciuto un declino commerciale sempre più rapido proprio quando avevano raggiunto l’apice della qualità. Attualmente le cassette sono scomparse dalla quasi totalità dei negozi, si trovano solo nastri di qualità standard (addio per sempre ai performanti tipo II e IV) e sul mercato solo pochissimi costruttori propongono ancora qualche modello di registratore, peraltro di qualità discutibile.

Per approfondire: https://it.wikipedia.org/wiki/Musicassetta

 

DAT

 

Il DAT è nato negli anni 80 in casa Sony per offrire un sistema di registrazione domestico con la stessa qualità del CD. La registrazione avviene con un sistema di testine rotanti simile a quello di una videocamera; il segnale audio viene convertito in digitale a 44.1KHZ/16 bit (identico al CD) oppure a 48KHz/16 bit, con un udibile incremento della qualità di riproduzione. E’ stato molto usato in ambito professionale, soprattutto nei piccoli studi di registrazione che avevano la possibilità di registrare in digitale a costi accettabili.
Nel settore consumer, nonostante la disponibilità di macchine di buona qualità (Sony, Panasonic, Tascam e altri) non ha avuto il successo sperato, a causa dei costi non precisamente popolari.
La tecnologia DAT è stata – ed è tuttora – usata come sistema di backup di dati in campo informatico, grazie alla sua elevatissima affidabilità.
(Registratori DAT nella collezione)

Per approfondire: https://it.wikipedia.org/wiki/Digital_Audio_Tape

 

ELCASET

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Realizzato da Sony nel 1976, si trattava di un sistema di cassette con nastro da 1/4 di pollice e velocità di 9.5 cm/s. L’idea era quella di avere un sistema che unisse la qualità delle bobine con la praticità delle cassette, ma il successo commerciale fu totalmente nullo in quanto le cassette “piccole” proprio in quegli anni beneficiarono di un grande progresso tecnologico che le portò in breve tempo a raggiungere e superare la qualità dell’Elcaset con dimensioni e costi decisamente inferiori. Il sistema venne tenuto sul mercato per circa 4 anni, poi nel 1982 Sony dichiarò ufficialmente la morte dell’Elcaset che adesso è solo un bel pezzo da museo.  (Registratore Elcaset Sony EL-7)

Per approfondire: https://en.wikipedia.org/wiki/Elcaset

 

Stereo 8

 

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Il formato Stereo8 nacque a metà degli anni 60, come sistema per la riproduzione musicale in auto. La cartuccia contiene un nastro da 1/4 di pollice avvolto ad anello con registrate 8 tracce larghe ognuna circa 0.5mm, per un totale di 4 programmi stereofonici. La lettura avveniva con una testina a 2 tracce che veniva spostata in senso verticale per leggere la coppia di tracce desiderata.
Anche se pensato soprattutto per la lettura di cassette preincise, che ebbero una buona diffusione sul mercato con un notevole numero di titoli, svariate aziende costruirono anche dei registratori.
La difficoltà di posizionamento della testina per il cambio programma, dovuta per lo più ad instabilità meccaniche, oltre alla ridottissima larghezza delle tracce, impedirono al sistema di raggiungere una qualità elevata. Il sistema si estinse definitivamente alla fine degli anni 70.

Per approfondire: https://it.wikipedia.org/wiki/Stereo8

 

DCC (Digital Compact Cassette

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Nel 1992 Philips lancia sul mercato una cassetta simile a quella standard, ma con registrazione digitale in formato PCM non lineare. Un punto di forza pubblicizzato doveva essere la retrocompatibilità: le macchine DCC erano in grado di leggere le vecchie cassette analogiche grazie ad una testina ausiliaria. La registrazione analogica invece non era possibile in quanto mancava lo spazio fisico per montare tutte le testine necessarie per entrambi i formati.
Per quanto tecnologicamente avanzato, il sistema non era abbastanza performante da interessare il settore professionale mentre per quello domestico risultava poco attraente in quanto la qualità delle cassette analogiche era più che soddisfacente; inoltre i costi delle macchine erano decisamente elevati, ed allo stesso tempo stavano arrivando sul mercato i primi cd-r.  Vennero prodotti anche svariati titoli preincisi che ancora oggi si possono reperire nel mercato dell’usato; ciò nonostante il sistema sparì completamente dalla circolazione dopo pochissimi anni e ad oggi riveste solo un interesse collezionistico.

 

Minidisc

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E’ un disco di tipo magneto-ottico, simile a quelli usati in passato come memoria di backup per computer. Di piccole dimensioni e con capacità di circa 170MB, contiene 80 minuti di audio compresso con una codifica similare alla MP3. Ha avuto un discreto successo perchè Sony, ideatrice del sistema, creò lettori e registratori per tutti gli usi, dal professionale al portatile sullo stile del Walkman.

Il sistema è stato sviluppato fino a dopo il 2000 con l’introduzione di nuovi codec che permettono di migliorare prestazioni sonore e durata di registrazione rispetto alla primitiva codifica chiamata ATRAC; tuttavia non ha mai raggiunto il successo commerciale e la diffusione capillare delle cassette, ed è stato spazzato via dalla comparsa dei registratori digitali su memory card.

 

Per leggere la notizia dalla fonte originale: http://www.ilnastrone.it/Altro/default.html
(
ed altri formati come: Video professionale, Video consumer su bobina, Videocassette, LaserDisc, Data recording )

 

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