L’arte delle sigle nelle Serie Tv

Sigla televisiva o radiofonica (da Wikipedia)

Un largo uso della “sigla” è fatto nel mondo della televisione e della radio, da cui deriva in realtà la definizione stessa di sigla musicale, all’epoca delle prime trasmissioni.[1]

Qui il termine viene usato per indicare un brano musicale (cantato o no) che introduce o conclude una trasmissione televisiva o radiofonica (anche se molto breve, come ad es. la pubblicità), per richiamare l’attenzione del pubblico sull’effettivo inizio o sulla conclusione della trasmissione.[1]

La sigla musicale d’apertura e di chiusura rappresenta dunque brevemente le trasmissioni che accompagnano: varietà televisivi, quiz, serie televisive, serial, cartoni animati, telegiornali (TG1, TG2, TG3, TG4, TG5, Studio Aperto) programmi e rubriche d’approfondimento giornalistico. Per poter fare questo, il termine “sigla” presuppone la serialità o una sua ripetizione nel tempo, della trasmissione che essa apre o chiude.

Nel caso dei programmi di intrattenimento, le sigle indulgevano in una maggiore spettacolarità, offrendo balletti e canzoni appositamente create per la sigla, ricche di coreografie e balletti esotici che introducevano lo spettatore al programma (Da-da-un-pa, Domenica è sempre domenica).[1] In alcuni casi la sigla rappresentava piccole storie, come quelle interpretate da Raimondo Vianello. Nei primi anni 70 si diffusero le sigle di animazione, come quella del Rischiatutto, e soprattutto nei programmi della Tv dei ragazzi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=E00BPNKubKs

 

 

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=Zu0FMaEneO0

 

 

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=V0XRRSIY2qE

 

 

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