Didattica con il Tenente Colombo

Se fossi un insegnate di tecniche di ripresa e gestione della sceneggiatura, montaggio video, non esiterei un istante a consigliare di studiare ogni singola puntata del Tenente Colombo (non fosse altro per la struttura della trama che metodicamente si ripete), soprattutto le prime stagioni. Sono, secondo me, tecnicamente perfette.

Poi un’infinita nostalgia del nostro doppiaggio di quel periodo, davvero eccezionali, professionisti insuperabili. Ad esempio, in questa puntata la doppiatrice della ragazza uccisa è davvero seducente, e credo renda il personaggio addirittura meglio dell’originale…

Consiglio ad ogni appassionato di cinema di studiare la serie di Colombo in ogni sua forma, come un libro di didattica.

Questo è un montaggio “in pillola”, il riassunto della prima puntata diretta da Spielberg, che racchiude a mio modo tutto lo stile di una puntata tipo del Tenente Colombo

Episodio 1 – MURDER BY THE BOOK (15/09/1971) – UN GIALLO DA MANUALE (02/08/1978)
Jack Cassidy (Ken Franklin) – Barbara Colby (Lilly La Sanka) – Haven Earle Haley (Reporter) – Rosmery Forsyth (Joanna Ferris) – Hoke Howell (Sergente) – Bernie Kuby (Mike Tacker) – Lynette Mettey (Gloria) – Martin Milner (Jim Ferris) – Marcia Wallace (Donna)
Scritto da: Steve Bocho
Regia: Steven Spielberg

Per approfondire, troverete tutto quello che c’è da sapere qui:
http://www.davinotti.com/index.php?colombo=1

 

il commento di M. MJ DAVINOTTI JR. :

Dopo il film-tv e il pilot, Colombo diventa ufficialmente una serie tv con la prima stagione (sette episodi di un’ora e quindici minuti l’uno, circa). MURDER BY THE BOOK, che è l’episodio numero uno, è quindi il primo in assoluto ad essere concepito per la serializzazione, e a dirigerlo viene chiamato subito un certo Steven Spielberg (l’anno è lo stesso di DUEL), che all’epoca si detreggiava in tv come regista saltuario di telefilm come MISTERO IN GALLERIA o REPORTER ALLA RIBALTA. Il risultato è eclatante: l’episodio è costruito benissimo e trova in Jack Cassidy uno dei più straordinari antagonisti di Peter Falk (non per nulla verrà chiamato altre due volte per il ruolo, in futuro). La sua freddezza indisponente lo trasforma nella vittima ideale delle insinuanti domande del tenente e, come socio “debole” di una coppia di scrittori gialli (quello cioè che non scrive e sfrutta la fama del socio trovandosi spiazzato quando questi medita la separazione) è semplicemente perfetto. Ottima anche la gestione della parentesi dedicata alla testimone scomoda (Barbara Colby), breve ma significativa. Più centrato sui rapporti umani tra i personaggi che sull’indagine vera e propria, resta in ogni caso un grandissimo esempio di televisione dal quale già si intuiscono le potenzialità di un regista come Spielberg. Finale che finalmente non delude nessuno per un episodio rimasto nel tempo come un classico. Molte le scene in esterni nella provincia di San Diego, vicino ad un lago. Simpatica pure la figura (per quel che si vede) della vittima interpretata da Martin Milner. Falk simbolo di umanità.

 

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