KRAN-ICH – Il tempo nella modernità degli eventi è l’assoluto.

Il tempo nella modernità degli eventi è l’assoluto.
(di – http://www.gianlucascuderi.com/VideoArt/KRAN-ICH)

 

Onnipresente demone che condiziona e trasforma la società del presente, nasce dalle tecnologie del divenire per impadronirsi dell’essere contemporaneo. Con fare scherzoso soggioga ogni singola invenzione che l’uomo genera dal tempo. Lontana è l’ora della ponderazione e della contemplazione. Nuvole lente come il tempo non scandito. Paesaggio effimero di infinita lentezza.
L’occhio annoiato decide e prende coscienza, osservare l’apatia degli eventi per farne parte.
Infiniti e multipli corpi si muovono con vita propria come in una zona “morta” della nostra realtà.
La lontananza diventa l’unico elemento della concretezza tangibile. Il sublime distrugge la durezza dell’oggettività.
Nella “riserva naturale” dell’irreale KRAN-ICH si sofferma sulla lentezza dell’immaginario e dell’immagine, la massa informe d’informazione da spazio alla lentezza dei pensieri costruendo un
ARIA PROTETTA dove la KRAN della modernità (parola tedesca che indica la GRU. Tra i suoi principali utilizzi è quello nei cantieri edili ma non meno importante quello del carico e scarico delle merci) possano trasformarsi in KRANICH (parola tedesca che indica la GRU, uccello che appartiene alla famiglia delle Gruidae. Uccello gregario, vale a dire che si riunisce in stormi formati da un numero variabile di individui, che sviluppano la loro attività in forma più o meno collettiva per la maggior parte dell’anno.)
Kranich, è uno stagno dove specchiarsi ed infrangersi. Dove soffrire per cio che non abbiamo piu.”

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The time of modernity of events is absolute

Omnipresence demons that condition and transform the present society, is born from becoming technologies of contemporary masters. With a joking bond every single invention that man generates from time. Far is the time of ponderation and comtemplation. Slow clouds like the unscanned time. Passing scenary of infinite slowness.
The bored eye decides and takes consciousness observing the indifference of events to take place in.
Infinite and multiple bodies move with their own life like in a “dead” zone of our reality.
The distance becomes the only element of tangible concreteness. The sublime destroys the hardness of objectivity.
In the unreal “natural reserve”, KRAN-ICH rests on the slowness of imaginary and image, the bulk informs with information giving space to slowness of thoughts building a PROTECTIVE AREA where the KRAN of modernity (a german word that means CRANE. Among its main uses is in construction sites, but less important than the loading and unloading of merchandise) can transfom in KRANICH (german word that means CRANE, a bird belonging to the Grudae. Gregarious bird, it should be mentioned that it joins storms formed by a number of variables of individuals, that develop their activities more or less collectively for the most part of year).
Kranich, is a pond where you can look and break yourself . Where to suffer for what we don’t have anymore.

KRAN-ICH

I video originali sono registrazioni di 30 minuti approssimativamente, ogn’una di queste rappresenta un piano fisso che intortala uno scenario urbano molto innaturale.
Questa zona si trova nella periferia di Valencia nei pressi del quartiere Malvarosa. Da qualche anno il quartiere è in fase di “ricostruzione” a discapito di tutto lo storico impianto architettonico, costitutivo da piccole villette di inizio secolo, appartenute agli ormai scomparsi pescatori valenciani.
Nell’ video si possono notare all’incirca 30 gru edili, segno topico della voglia spropositata di rivalutare economicamente una zona ormai scomoda.
Questa visione destruttura e decontestualizza la naturalezza dell’immagine. Con movimenti lenti ed infiniti, queste GRU riempiono questo scenario di un velo irreale.
Come uccelli gregari lasciano il tempo passare. Si riposano grazie alla sua zampa amenza e come uccelli migratori un giorno se ne andranno, lasciando questo luogo per altri ancora nuovi.

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The original videos are approximately 30 minutes, each one represents a fixed frame that immortalizes an unnatural urban scene.
This area is found in the out-skirts of Valencia near the Malvarosa neighborhood.
For the past few years it has been in a rebuilding phase to the detriment of the architecture, composed of small villas from the beginning of the century, belonging to fishermen who have now vanished.
In the video we can see about 30 cranes,a peculiar sign for the excessive desire to economically re-evaluate a now inconvenient area.
This vision deconstructs and decontextualizes the naturalness of the image. With slow and infinite moviments, these cranes complete the scenary of an unreal trace.
As birds flocking, they leave time to pass. They rest thanks to lifted clow and how migrant birds will go away one day, leaving this place for yet other new ones.

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